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Una nuova avventura per Tinny il dinosauro e i suoi amici animali, questa volta in cerca di un tesoro, sulle orme di un antico esploratore!


È una splendida giornata di sole sull’isola di Tinny, mentre sulla spiaggia fervono i preparativi per un importante avvenimento: il regale matrimonio tra il nostro amico tirannosauro e la principessa Tanka.
Tutti gli animali sono impegnati a contribuire all’evento, chi nel costruire il palchetto che ospiterà la cerimonia, chi nel raccogliere bellissimi fiori per addobbarlo, chi nel preparare succulenti pietanze per sfamare tutti gli invitati.
Anche Fante, notoriamente pigro, aiuta gli altri meditando sui possibili problemi: lo potete trovare nella sua radura, spaparanzato tra le margherite canterine, con gli occhi chiusi. No, non sta dormendo, dice lui.
Nel frattempo Tinny cammina su e giù per la spiaggia, osservando i lavori e sistemandosi nervosamente l’elegante cravattino, unico elemento che ha accettato di vestire dopo aver minacciato di sbranare tutti coloro che gli avevan proposto i completi più inadatti a uno spaventoso tirannosauro. Pensa a Tanka, che si sta preparando insieme alle damigelle giraffine figlie di Raffa (che nel frattempo ha fatto pace con i tirannosauri). Tinny sorride felice, mostrando i dentoni aguzzi.

Il momento tanto atteso giunge in fretta. Tutto è pronto, finalmente: sul palchetto, variopinto di fiori colorati, il saggio Fante attende gli sposi, dopo essersi svegliato e spostato dalla sua radura. Intorno ad esso, centinaia di animali sono seduti in attesa di potersi gustare l’evento, confabulando e spettegolando. Farfalle per una volta non dispettose riempiono l’aria, colorandola e creando un effetto di petali svolazzanti.
Tinny è ritto in piedi in fondo a uno stretto corridoio tra i presenti, che porta dal fondo della platea fino al palco. Nervoso, si guarda intorno sperando di vedere la sua amata arrivare. Ed eccola, finalmente, sbucare dalla foresta! Alcuni canarini canterini intonano la famosa marcia nuziale con i loro fischiettii gioiosi, mentre Tanka emerge fiera dagli alberi, accompagnata da entrambi i genitori, il Re e la Regina dei tirannosauri.
Bellissima, nella sua bianca dinosaurietà, ornata di veli trasparenti e di una corona di fiori in testa, sorride a Tinny nel vederlo. Lentamente e solennemente, accompagnato dalla melodia dei canarini, il Re accompagna la principessa fino a Tinny, consegnandogliela con uno sguardo felice, ma anche severo, come a dire: – te la affido – o più probabilmente – affido te a lei. –
I due sposi sorridenti, per quanto possibile per due enormi e spaventosi tirannosauri, iniziano a percorrere insieme la passerella floreale verso Fante. Giunti a metà percorso, l’attenzione di tutti viene catturata da un enorme oggetto sconosciuto che cade velocemente dal cielo, schiantandosi con un boato in mezzo alla foresta. Gli animali, impauriti, iniziano a correre via in tutte le direzioni, mentre Tanka urla isterica, arrabbiata nel vedere il giorno più importante della sua vita rovinato in quel modo.
Nel frattempo Tinny, insieme agli onnipresenti e curiosissimi Un, Dos e Tres, corre verso il luogo dell’impatto, per capire cosa sia successo. Giunto a una radura, vede un’enorme mongolfiera colorata afflosciata a terra, con un piccolo cesto agganciato, apparentemente vuoto. Il tirannosauro si avvicina sospettoso, e infila dentro la testa. Proprio in quel mentre, uno scoiattolino sbuca fuori improvviso, spaventandolo e facendolo ritrarre di colpo.
L’animaletto sorride, con due occhialoni a lenti spesse e un cappellino da aviatore.
– Ciao! Mi chiamo Pilotino! Questa è la mia cielonave! Bella vero? –
– Ehm… – Tinny è imbarazzato – sì è un po’… –
– Lo so! – lo interrompe lo scoiattolo – Ho avuto qualche problema. Ma la rimetto subito a posto, ho una missione da compiere! –
– Quale missione? –
Pilotino con un balzo e una piroetta salta fuori dal cesto della mongolfiera e atterra vicino alle zampe del tirannosauro.
– Sto cercando un tesoro – squittisce lui. – Il tesoro di mio nonno Pilotino il Vecchio. –
– Andava in giro anche lui in mongolfiera? –
– Con la cielonave dici? No, lui non amava queste diavolerie moderne. Lui si muoveva in gusciobarca. –
– Guscio che? – chiede Tinny confuso, ma subito si pente della domanda. – Non fa niente…e dimmi, dove sarebbe questo tesoro? –
– Tempo fa, sulla spiaggia della mia isola, è giunta questa…aspetta… –
Pilotino torna nel cesto e si affanna a cercare qualcosa che poi porge al dinosauro.
– Una bottiglia? – domanda lui ancora più disorientato.
L’esploratore sbuffa innervosito, ed estrae il classico messaggio dalla bottiglia.
– Questa. È una lettera di mio nonno, che spiega come mentre tornava dall’ultima missione, con la gusciobarca carica di un tesoro, fece naufragio su un’isola non segnata sulle mappe e lì rimase bloccato senza possibilità di fuggire. –
– E dove sarebbe quest’isola? –
– Dietro alla lettera c’è una mappa – spiega Pilotino – guarda… –
Tinny prende tra le zampe il minuscolo foglietto e si mette a studiarlo.
– Uhm…questa sembra proprio la mia isola…ehi ma, allora l’isola di tuo nonno è in realtà l’isola di Raffa! –
– La conosci? –
– Ma certo, ci sono stato poco tempo fa. Non ho visto nessun tesoro, però… –
– Mio nonno lo ha nascosto… –
– Forse Raffa ne sa qualcosa. Vieni, andiamo a parlarle! –

Lo scoiattolo si arrampica velocemente sul testone del tirannosauro, che muovendo veloci le forti zampe corre di nuovo verso la spiaggia, dove ad attenderlo trova una Tanka sempre più irritata.

– Tinny! Dov’eri finito! –
Lo spaventoso dinosauro si fa piccolo piccolo impaurito dalla compagna. – Ehm… –
– E cos’hai in testa? – continua lei senza dargli tempo di rispondere.
– Ciao, sono Pilotino! – si presenta l’aviatore alzandosi sulle zampe posteriori. – Sei Raffa? –
– No, sono Tanka, quella che oggi avrebbe dovuto diventare moglie di questo stupido dinosauro! – sbotta lei, girandosi altezzosa e andandosene via.
Tinny cerca di rincorrerla ma Fante lo ferma e, saggiamente come sempre, gli consiglia – lasciala andare, è arrabbiata ora ma poi si calmerà. Le donne… –
Pilotino zompetta verso il pachiderma e si arrampica sulla sua proboscide.
– Ciao, sei tu Raffa? –
– Cosa? No! Io sono Fante…lei è Raffa! – risponde, e mentre lo fa si volta velocemente verso la giraffa, tanto che lo scoiattolo perde la presa sul nasone dell’elefante e finisce lanciato via ai suoi piedi.
– Ciao, sono Raffa, e tu? – esclama lei, dondolando come sempre il lungo collo.
– Io sono Pilotino! –
Nel frattempo Tinny raggiunge i due.

– Raffa, guarda qua – il tirannosauro indica la mappa – non è la tua isola quella? –
– Uhm… – risponde lei – che bel foglietto… –
– Mappa…è una mappa Raffa. –
– Ah sì. –
– Hai mai sentito parlare di un tesoro? –
– Dove? –
– Sulla tua isola… –
– Ah no! Una volta ho perso una collana fatta di conchiglie e non l’ho più ritrovata, ma non saprei… –
– No Raffa penso che Pilotino si riferisse ad altro. –
Raffa piega il collo ad U e osserva la mappa sottosopra.
– Che sciocchini! La state guardando al contrario. Quella non è la mia isola… –
Pilotino strappa il foglio di mano al tirannosauro.
– Ehm! Certo, era ovvio, era una prova per verificare la vostra capacità! –
– E perché? – chiede Tinny non convinto della spiegazione.
– Per farmi da assistenti! Andiamo, riparerò la cielonave e partiremo in un batter d’occhio! –
– Ma io a dire il vero dovrei… – accenna il dinosauro.
– Mi sa che è meglio che Tanka la lasci sbollire per un po’. E poi se torni con un tesoro… – suggerisce Raffa.
Mentre Tinny sorride felice per la nuova avventura, lo scoiattolino è già corso via, così i due si affrettano a rincorrerlo.

Poche ore dopo la mongolfiera è riparata, e all’insaputa di tutti si alza in volo, carica di uno strano equipaggio: uno scoiattolo, una giraffa e un enorme tirannosauro.
Subito il forte vento la cattura, spingendola nella direzione opposta a quella segnata sulla mappa.
– Ehm…veramente dovremmo andare dall’altra parte – fa notare Raffa, che si è improvvisata navigatrice.
– Sembra che il vento non ci aiuti…ma ho la soluzione! – esclama Pilotino, svolgendo una fune che tiene chiuso un sacco agganciato al cesto.
Improvvisamente, da esso esce un braccio meccanico, e un’enorme elica si apre al di sotto del pallone, iniziando a girare vorticosamente e spingendo il velivolo dalla parte opposta.
– Ehi, una mongolfiera a elica – ridacchia Tinny.
– Non è una mongolfiera, è una cielonave! – sbotta irritato lo scoiattolo. – Va bene va bene… – si difende il tirannosauro.
Spinta dalla potente elica mossa da un motore a criceti, la mong…ehm, la cielonave supera nuovamente l’isola di Tinny, dirigendosi verso il punto indicato sulla mappa con una grossa X rossa, come in tutte le mappe del tesoro. Dopo poche ore di volo, mentre Tinny osserva ammirato il mondo da una prospettiva mai vista prima, arrivano a destinazione. Un piccolissimo isolotto, con qualche albero e una spiaggia sassosa, che sembra del tutto insignificante.
Pilotino ripiega nuovamente la criceto–elica, e avverte i suoi compagni – preparatevi all’atterraggio! –
Detto ciò, spegne di colpo la fiamma del bruciatore, e tira una corda sgonfiando velocemente il pallone, che precipita a terra con un tonfo che apre un grosso cratere sulla spiaggia.
– Atterraggio perfetto! – esclama poi, balzando fuori dai resti della cielonave.
I due passeggeri, doloranti, emergono dalla tela sgonfiata barcollando confusi.
– Hai mai pensato che si potrebbe scendere più lentamente? – domanda Tinny arrabbiato.
– Sciocchezze! Vuoi insegnarmi come si pilota una cielonave? –
– Ma ogni volta la devi ricostruire? –
– Certo, le cielonavi non sono riutilizzabili! Funziona così! –
– Ehm…va bene, andiamo ora. Quest’isola è piccolissima, non dovrebbe essere difficile trovare il tesoro… –
– Sulla mappa è segnato un albero particolare, con un incisione a forma di linea dritta. –
– Ah… –
– Ehm, mio nonno non era molto bravo a incidere… –

I tre si mettono in cerca del punto indicato. Per fortuna l’isola è talmente piccina che dopo pochissimo tempo trovano l’albero con l’inconfondibile segno. Tinny e Raffa si mettono subito a scavare sotto di esso, mentre Pilotino, arrampicatosi agilmente su un ramo, dirige i lavori dall’alto.
Dopo più di un’ora di lavoro il risultato è un’ampia fossa (si sa, tirannosauri e giraffe sono ottimi scavatori), e una montagnetta di terra e foglie secche di fianco ad essa.

– Vedi qualcosa da lassù? – grida Tinny a Pilotino.
– No! Niente! –
– Neanche un anellino? Una collanina? – domanda Raffa che sperava di aggiungere qualche nuovo elemento al suo grande baule dei gioielli. – Nooo! Scavate ancora! –
– Ma sono stanca! – si lamenta lei – ho il collo che mi duole tutto! –
– Ehi, cos’è questo? – si intromette Tinny.
Raffa lo guarda. – Oh un altro bel foglietto! – esclama felice strappandoglielo dalle zampe.
– Locanda “Al tesoro dell’Esploratore, decimo ramo a sinistra”… – legge. – Sembra una pubblicità! –
Lo scoiattolo scende giù veloce e si arrampica sul collo della giraffa, per leggere.
– Ehi! Qualcuno deve aver trovato il tesoro di mio nonno prima di noi! –
– Che facciamo? – chiedono Tinny e Raffa in coro.
– Andiamo a scoprire chi sono questi ladruncoli! – ordina il piccolo aviatore, e scappa su per il tronco.

Anche il tirannosauro inizia, faticosamente, ad arrampicarsi sull’enorme albero. Primo ramo…secondo…terzo…dopo una buona mezz’ora giunge finalmente al decimo, dove lo scoiattolo lo aspetta impaziente. Poi i due lanciano una liana a Raffa, che si lega e viene issata su a forza da Tinny. Avete mai visto una giraffa che si arrampica su un albero? Io no! Una volta riunitosi, il gruppo procede veloce verso il centro del ramo, dal quale giungono rumori e strane musiche e ballate le cui parole si disperdono nel vento.

…e il pulcino piooo, il pulcino piooo…

Giunti a destinazione, si trovano davanti a una casetta di legno costruita intorno al ramo e sovrastata da un’enorme insegna luminosa, dorata e luccicante: “Al tesoro dell’Esploratore”.
– Siamo arrivati! – esclama Raffa eccitata dal luccichio e dalla musica che fuoriesce dalla locanda.
– Entriamo – suggerisce Tinny divertito.
– Gli ordini li do io, sono il capo spedizione – precisa Pilotino un po’ scocciato.
– Quindi? – domanda il tirannosauro.
– Già quindi? – gli fa eco la giraffa.
– Quindi entriamo! Che fate lì impalati? –

I tre si dirigono verso l’ingresso del locale, e vengono investiti immediatamente dopo aver aperto la porta da un tanfo di sporcizia mista ad alcolici vari. Che puzza!
Superato il muro di odori, la vista non offre niente di meglio. Una serie di scimmie ubriache saltano e ballano sopra i banconi, e si librano da una parte all’altra della stanza appendendosi con le code ai lampadari che pendono dal soffitto.
Appena i nuovi arrivati vengono notati, però, cala il silenzio.
– Salve, sono Pilotino – si presenta lo scoiattolo. – Questi sono i miei amici Tinny e Raffa. Cerchiamo il tesoro di mio nonno… –
Una fragorosa risata spazza via l’atmosfera gelida creatasi dopo l’ingresso degli stranieri. Un possente orango si avvicina a grandi balzi verso i tre, mentre le altre scimmie intonano una strana cantilena di sottofondo.

Ci son due coccodrilli e un orango Tango…solo non si vedono i due liocorni, se li è mangiati Tango, Tango!

– Salve, io sono Tango – saluta il grosso primate, con un sorriso che mette in mostra tutta la perfetta dentatura. – Avete detto tesoro? –
– Sì – risponde Pilotino. – Apparteneva a mio nonno, come dimostra chiaramente questa lettera. –
L’orango strappa il foglio di mano al piccolo animale, lo guarda un attimo, poi lo appallottola gettandolo nel fuoco del camino che scalda il buio e puzzolente locale.
– Sì, dicevi? –
– Ehi! Come ti permetti! – esclama Tinny, arrabbiato, ringhiando contro la scimmia.
– Io sono Tango, e posso fare quello che voglio. –
– Non credo… – sbuffa il tirannosauro, abbassandosi con le enormi mascelle con i dentoni appuntiti di fronte al viso dell’orango, che però non pare spaventato.
– Il tesoro l’abbiamo preso noi, quindi ora andatevene. –

Tinny si avventa sull’avversario, cercando di colpirlo, ma Tango compie un balzo e schiva la testata del dinosauro. Nel frattempo, tutte le altre scimmie si uniscono alla lotta, scatenando una gioiosa rissa, più per il piacere di menar le zampe che altro. Mentre cantano, spaccano bottiglie e bevono, si avvicinano progressivamente ai nostri tre amici, accerchiandoli e stringendosi intorno a loro.
Tinny e Raffa cercano di ribellarsi, lui con testa e coda, lei con gli zoccoli, ma le scimmie sono semplicemente troppe e alla fine hanno la meglio su di loro.
I due, insieme a Pilotino, vengono legati e portati fuori della locanda, verso l’estremità del ramo.

– Ora, vi getteremo giù dall’albero! – spiega Tango, mentre le altre scimmie acclamano il suo nome borbottando.
– No ti pregooooo – implora Raffa – non…ah ah ah, ih ih ih – inizia a ridacchiare.
– Raffa! Ti sembra il momento di scherzare? – domanda Tinny indignato.
– Non sono ihihih io… –

Improvvisamente una miriade di formichine, capitanata da Tres, irrompe sul ramo, riversandosi contro le scimmie e mordicchiandole sui piedoni. Nel frattempo, il nostro piccolo amico si arrampica su Tinny e Raffa e li slega, rosicchiando le loro corde. Allo stesso modo, libera anche Pilotino.
– Ciao ragazzi! – saluta gioiosamente come al solito.
– Tres! Che ci fai qui? – domanda il tirannosauro, indeciso se essere felice o arrabbiato con lui.
– Beh, volevo venire anche io con voi, ma sapevo che l’avreste detto a mamma e lei non me lo avrebbe permesso… –
– Quindi sei salito sulla mia cielonave come clandestino! – esclama lo scoiattolo.
– Sì, e mi sembra che sia servito! –
– E quelli? – chiede Raffa indicando con una zampa – amici tuoi? –
– Sì, e non avete ancora visto tutto! Qualcuno faccia un fischio, che io non sono capace! –
Lo scoiattolo si mette due dita in bocca ed emette un fischio così acuto da rompere tutti i bicchieri della vicina locanda.
Improvvisamente dal cielo scende una moltitudine di pterodattili, dinosauri volanti!
– Ehi ma quello è il mio amico Pterry! – esclama Tinny.
– Sì, e ora è meglio che ci allontaniamo, correte! – ordina Tres zampettando via.
– Perché? – domanda Raffa.
– Attacco aereoooooooo – grida la formichina eccitata.

Proprio in quel momento, gli pterodattili iniziano a gettare sulle scimmie bombe di noci di cocco, e ad avventarsi su di loro con i lunghi becchi. Alcune di loro cadono dal ramo, altre vengono tramortite, tutte sono messe fuori combattimento velocemente, mentre il tirannosauro e i suoi amici si mettono al riparo.
Dopo la breve battaglia, Pterry scende e si posa sul ramo vicino a loro.

– Ciao Tinny! –
– Ciao Pterry! Grazie dell’aiuto! Certo, me la stavo cavando benissimo anche senza… –
– Ovvio amico. Ma Tres ci ha detto che comunque ti avrebbe fatto comodo un po’ di supporto. –
– E come ha fatto? –
– Ehhhhh, noi formiche abbiamo dei metodi per passarci le notizie velocemente…siamo tante! –
– Già, mi sa che Tango se n’è accorto! –

Tutti ridono, sollevati.

Poi, senza attendere che le scimmie si riprendano, si allontanano dall’albero, per tornare a casa. Improvvisamente, però, Tres corre verso Tinny, e avvicinandosi al suo orecchio per farsi sentire meglio, gli urla – fermateviiiii, abbiamo trovato una cosa! –
– Che cosa? –
– Venite venite… –

La formichina guida il gruppo verso una radura lì vicino. Apparentemente non si vede nulla, tranne uno spiazzo erboso e soleggiato, bello per farci un picnic.
– Embè? – domanda Tinny che ha solo voglia di tornarsene a casa dopo quella sfortunata spedizione.
Tres si allontana un momento, poi torna con in bocca qualcosa di metallico, luccicante.
– Ehi, ma questo è un bellissimo anello con diamanti…dove l’hai trovato? –
– I miei amici di qui dicono che là sotto c’è un sacco di roba simile! –
– Il tesoro! – esclama Pilotino – ecco dove l’hanno nascosto le scimmie!. Scaviamo! – ordina, intendendo ovviamente “scavate!”.

Tinny e Raffa, aiutati dalle amiche formichine questa volta, scavano un’enorme buca in mezzo alla radura, e pezzo per pezzo riportano gli oggetti preziosi alla luce. Poi, avvolgendoli accuratamente in ampie foglie, vengono portati via da Pterry e i suoi pterodattili, verso l’isola di Tinny.
Il tirannosauro e i suoi amici, invece, tornano verso la cielonave di Pilotino, e con questa fanno finalmente rotta verso casa.

Una volta atterrati sulla spiaggia, di nuovo un atterraggio perfetto alla maniera degli scoiattoli esploratori!, i tre trovano Tanka ad aspettarli.
– Beh? Dove ti eri cacciato Tinny? – chiede irritata.
– Ehm…niente eri arrabbiata e… –
– E? Dobbiamo sposarci e vuoi rovinare tutto come al solito? –
Tinny sfodera uno dei suoi migliori sorrisi. – No, ti ho portato questa – le dice, porgendole una collana di platino tempestata da pietre preziose colorate.
– Oh Tinny, ma è bellissima! Grazieeeeee! – esclama Tanka, dimentica dell’arrabbiatura precedente.

E così giunge finalmente il momento. Radunati di nuovo tutti gli animali, la cerimonia può avere inizio.
Tinny, con il suo cravattino colorato, attende la sua bella principessa bianca insieme a Fante, pronto per celebrare le nozze. Lei, guardandosi intorno per controllare che non vi fossero altre sorprese, inizia a percorrere il corridoio tra i presenti, con gli uccellini che cantano la marcia nuziale e le farfalle colorate che le danzano intorno. E fu così che lo spaventoso tirannosauro, terrore di tutti gli animali del globo, e la bellissima Principessa Tanka, figlia del re dei dinosauri, divennero marito e moglie. Dopo la cerimonia, salutando tutti gli amici, i due sposini partono sulla cielonave di Pilotino, appositamente addobbata, per un viaggio di nozze intorno al mondo.

Ma questa, è un’altra storia…

FINE